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IPhone 4s, che novità porta con se?

ottobre 5th, 2011 § 0 comments § permalink

La novità più grande, aldilà delle specifiche tecniche, è il battesimo di Tim Cook al posto di Jobs.
E già questo giustifica l'evento.
I blog che parlavano da mesi di un IPhone 5 sono stati smentiti brutalmente, quella che abbiamo di fronte è una rivisitazione tecnica e funzionale dell'IPhone 4.

Stessa scocca, stesso design ma caratteristiche migliorate.
Tipo:

Processore
Processore A5 dualcore, velocità raddoppiata rispetto al modello attuale, e fino a 7 volte in ambito grafico. Display Retina intoccato.

Immagini e Video
Uno dei punti su cui è stato investito maggiormente. Fotocamera portata a 8Megapixel, con sistema a 5 lenti e diaframma f2.4. Sembra una macchina professionale e gli scatti lo confermano.
Video in fullHD. 1080p a 30 fotogrammi al secondo.

Connettività
Tralasciando AirPlay, uno dei tanti sistemi proprietari Apple che non descrivo per principio, il 4S è stato equipaggiato con bluetooth 4.0

Batteria
Apple dichiara 8 ore di durata della batteria telefonando in 3G, 14 in 2G, 10 ore di riproduzione video e 40 di audio, 200ore di standby (per tutte quelle persone che lo acquistano e poi non lo usano per 200 ore…)

Software
Oltre al sistema iCloud già presentato mesi addietro, fa la comparsa il cosidetto SIRI, un sistema di riconoscimento vocale in grado di capire non solo singole parole ma domande articolate, in modo da interagire in maniera più naturale con l'iphone. Staremo a vedere come e se funziona.

Nota per il mercato Americano
Con il 4, dopo anni di relazione monogama con il provider AT&T, Apple ha deciso, con grande smacco di quest'ultimo, di aprire ad altri fornitori.
Ora con il 4s apre anche a Sprint.

Prezzi e disponibilità
16GB 199$, 32GB 299$, 64GB 399$
Naturalmente con abbonamento telefonico, in Italia è atteso per fine Mese sempre intorno alle cifre già viste e riviste per i modelli precedenti (700€ ?)

da wired.com

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Ancora Apple e censura: Phone Story

settembre 15th, 2011 § 0 comments § permalink

Phone Story è un gioco uscito sull'apple store ed è un pò diciamo particolare.
Parla infatti dei dietro le quinte della produzione di un iphone ma generalizziamo pure dicendo smartphone.
Dalle miniere di Coltan in Congo alle discariche di materiale tecnologico in Pakistan, dalla già tristemente nota fabbrica FoxConn all'acquisto vero e proprio del dispositivo, il gioco si articola in quattro episodi mini-giochi.
Bene cosa ha deciso di fare Apple? Ha rimosso il gioco dall'applestore, censurato, seppure esso non violasse alcuna regola mandatoria.

Come potete immaginare questa scelta ha smosso un putiferio e la casa produttrice è tornata alle cronache.

Il gioco è ancora disponibile sul market android per 1$. Il ricavato viene devoluto alle organizzazioni che lottano contro le iniquità menzionate appunto nel gioco.
Un buon modo per ricordarsi di come vengono prodotti i dispositivi che troviamo sugli scaffali e di cosa lasciano una volta buttati…

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Letter from Steve Jobs

agosto 25th, 2011 § 0 comments § permalink

To the Apple Board of Directors and the Apple Community:

I have always said if there ever came a day when I could no longer meet my duties and expectations as Apple’s CEO, I would be the first to let you know. Unfortunately, that day has come.

I hereby resign as CEO of Apple. I would like to serve, if the Board sees fit, as Chairman of the Board, director and Apple employee.

As far as my successor goes, I strongly recommend that we execute our succession plan and name Tim Cook as CEO of Apple.

I believe Apple’s brightest and most innovative days are ahead of it. And I look forward to watching and contributing to its success in a new role. 

I have made some of the best friends of my life at Apple, and I thank you all for the many years of being able to work alongside you.

Steve

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Blurb, stampa il libro delle tue Instagram

luglio 27th, 2011 § 0 comments § permalink

Dopo aver parlato della famosa App Instagram ritorniamo sull'argomento con Blurb.
Un servizio che permette di stampare le foto realizzate appunto con l'applicazione vintage per iPhone.
 

Il funzionamento è semplice: selezionate le foto da inserire nell'album, fate eventuali modifiche ed aggiustamenti ed ecco che il vostro libretto è pronto per essere stampato.

Il formato è 7'x7' e con 20 pagine il costo è di 11$.
Le customizzazioni sono naturalmente possibili e si può arrivare fino a 160 pagine.

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il Solare – Caricabatterie, Zaini e Borse ad energia solare. IPhone e Lampade

luglio 21st, 2011 § 0 comments § permalink

www.ilsolare.it

Tutto è cominciato nel 2009, in piena crisi economica. Mia moglie ed io abbiamo deciso di raccogliere le nostre esperienze lavorative nel campo dei semiconduttori e del customer service.

Abbiamo formalizzato l'idea nel 2010 e fondato la nostra azienda indipendente in risposta ad una sempre maggiore e crescente consapevolezza dell’opinione pubblica verso le problematiche ambientali. Con i nostri prodotti ci auguriamo di offrire alcune nuove tecnologie ed orientare tutti noi verso un futuro senza emissioni di carbonio garantendo ai nostri figli un mondo più pulito.

Il solare è all’avanguardia nella diffusione di soluzioni energetiche innovative e portatili.

Siamo ben consapevoli delle nostre responsabilità ambientali ed abbiamo quindi cercato di promuovere l'uso dell'energia solare come parte integrante di tutta la nostra vita quotidiana.

Caricabatteria solari per iPhone e vari

Zaini e Borse Solari

Pannelli Flessibili

Lampade Solari

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Adobe rilascia un tool per convertire Flash in HTML5

marzo 8th, 2011 § 0 comments § permalink

Wallaby. Questo il nome in codice del tool al quale Adobe sta lavorando e che permetterebbe di convertire file Flash in formato HTML5.
Dato che Apple non sembra smuoversi dalla sua posizione di chiusura a Flash, Adobe ha pensato di smuovere un passo verso la compatibilità.
Quando si dice se Maometto non va alla montagna…
Il tool è ancora in fase di sviluppo ma può essere scaricato a questo link.
Essendo appunto in fase di sviluppo, molte funzionalità di Flash non vengono ancora correttamente convertite.

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Apple e Foxconn, cosa succede a Shenzhen?

febbraio 1st, 2011 § 0 comments § permalink

Techcrunch riporta un monologo di Mike Daisey, all'interno del suo show "The Agony and the Ecstasy of Steve Jobs".
Mike è un famoso monologhista, uno dei migliori di questa epoca stando a quanto dice il New York Times.

Nel suo monologo riporta le condizioni di lavoro inumane alle quali sono sottoposti i lavoratori negli stabilimenti della Foxconn.
I suicidi che hanno avuto luogo sono bene o male noti a tutti, ma lui riporta un malessere molto più diffuso, e una situazione davvero critica.
Mike si è recato in Cina è ha intervistato i lavoratori, alcuni dei quali dodicenni, all'uscita dalla fabbrica, ritrovandosi per le mani del materiale scottante e inequivocabilmente scomodo per Apple.

Ricordo che la Foxconn è una delle principali produttrici di semiconduttori al mondo.  È coinvolta in praticamente tutti i prodotti elettronici/informatici che girano sui nostri scaffali oggi.
Apple appunto, ma anche Nokia, Sony e molti altri. E allora perchè scagliarsi solo contro Apple?

Beh diciamo che essendo azienda leader nel settore, fa un pò da capo espiatorio anche per le colpe degli altri. Forse capo espiatorio non è la parola giusta, perchè da vocabolario definisce una persona che non ha colpe e si addossa più o meno involontariamente quelle degli altri. Diciamo che fa da collettore per le colpe di tutti ecco.
Il monologo di Mike in effetti punta il dito un pò contro tutti.

 

E continua con "perchè Apple sta commettendo un crimine contro l'umanità"

 

Questa è la prima parte dell'intervista. Domani su Techcrunch potrete vederne la seconda e ultima: Perchè i giornalisti non riportano la vera storia di Apple e Foxconn.

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Apple rimuove l’app. Wikileaks

dicembre 21st, 2010 § 0 comments § permalink

Si tratta di un'applicazione non ufficiale, per iPhone e iPad, che consente di seguire i contenuti presenti sul sito di wikileaks, e allo stesso tempo seguire l'account twitter collegato.
L'applicazione era a pagamento (1,99$). Dico "era" perchè da qualche giorno è stata rimosso dallo Store Apple.

L'applicazione era disponibile a questo link, riesumato dalla cache di Google.
Pubblicata online lo scorso 17 Dicembre, è durata davvero poco. Apple, sull'onda di altri big come Paypal, Visa, Amazon ed altri, ha voluto dissociare totalmente il proprio nome dal sito capitanato da Assange.

Lo sviluppatore, tale Igor Barinov, a cui è stato chiesto il motivo di questa cancellazione dallo Store, ha fatto pervenire questo aggiornamento sullo stato dell'applicazione

Da quanto scritto risulta che effettivamente è stato tutto rimosso e non più in vendita.

via techcrunch

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Apple, da clienti a fanatici

dicembre 3rd, 2010 § 0 comments § permalink

Steve Jobs ha tramutato migliaia di clienti in orde di fanatici evangelici. Apple è meglio, Apple fa, Apple è.
Ma da dove proviene tutto questo merito?
Ebbene, avere un CEO come Steve e le potenzialità economiche di Apple può sicuramente aiutare, ma non è tutto.
Entra in gioco un esperimento psicologico, portato avanti 40 anni fa e si chiama Esperimento sull'Influenza (Seminal Experiment)

Lo psicologo Henri Tajfel voleva scoprire come persone apparentemente normali avessero potuto commettere un genocidio, e studiò il modo in cui alcune persone si identificavano con un gruppo piuttosto che rifiutarne un altro.

Quello che scoprì era sorprendente, nel senso che creando artificialmente fedeltà tra un gruppo di persone, queste automaticamente si trovavano a respingere tutti quelli che non facevano parte di tale gruppo. Conducendo alcuni esperimenti scoprì come le persone si affezionino facilmente e dimostrino fedeltà al gruppo al quale appartengono, respingendo anche aspramente tutti quelli che non ne fanno parte. E questo anche per futili discussioni.

Henri fece ad esempio scegliere a delle persone un colore, o il numero di punti su uno schermo. In base alle risposte raccolte formò dei gruppi e osservò il contrasto che si veniva a creare nel momento di discutere le ragioni dell'uno e dell'altro. E questo appunto anche in caso di cose di poco conto.
Le persone possono sviluppare velocemente fedeltà al proprio gruppo, anche in assenza di vere ragioni discriminanti.

Gli esperimenti di Henri (pubblicati su Social categorization and intergroup behavior) portano alla teoria dell'identità sociale, la quale sostiene che le persone tendono a categorizzarsi in gruppi.
I brand che riescono a raggruppare i clienti in un gruppo sociale, vedranno che i loro progressi saranno spinti dalla necessità dei clienti stessi di appartenere e dipendere da questo gruppo.

Apple porta avanti la filosofia del noi contro loro fin dagli albori. Iniziando dallo spot dell'Apple Macintosh targato 1984

 

 

Anche lo spot di un anno più vecchio, ripercorre la stessa logica. Business Man ciechi, utenti di PC visti come lemmings, roditori che si suicidano lanciandosi nel vuoto.

 

e come non ricordare il più recente i'm a mac – i'm a pc

 

O sei con noi o sei fuori. Vuoi essere il figo della situazione o il nerd sfigatello del video.
Tutti spot con zero riferimenti alle qualità dei prodotti.
Confrontare persone quindi, non prodotti.

Altri brand hanno fatto leva su questo meccanismo, vedi Coca Cola e Pepsi ad esempio.
I miei clienti sono migliori dei tuoi.
Evidentemente si tratta di una strategia che funziona meglio su prodotti "di vetrina", beni che sono spesso in vista e che contribuiscono a creare status.
Ma non è detto che il tutto non sia applicabile anche a cose meno trendy.
La vera sfida è far sentire "differente" il cliente, e interagire con lui facendo leva su questa sensazione, piuttosto che passare dei "semplici" slogan.

illuminatamente da neurosciencemarketing.com

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Google Voice App finalmente su iPhone

novembre 22nd, 2010 § 0 comments § permalink

Il rifiuto da parte di Apple di pubblicare l'app di Google è stato uno dei temi tecnologici più discussi dell'estate 2009.
Ufficialmente Apple rifiutò la pubblicazione in quanto Google Voice assomigliava troppo all'applicazione telefonica standard dell'iPhone e quindi poteva trarre in inganno gli utenti.

Un bel giro di parole, e un rifiuto che però non è mai stato ufficializzato, facendo rimanere l'app. in un limbo di attesa.

Limbo che si è protratto fino a qualche giorno fa, quando a sorpresa Apple ha autorizzato la pubblicazione dell'App.

Da sottolineare che l'applicazione, sviluppata secondo gli standard HTML5, incorpora Direct Access Numbers, la tecnologia per utilizzare i dispositivi VoIP allo stesso modo dei telefoni tradizionali per quanto riguarda la velocità di connessione con l'utente chiamato.

via readwriteweb

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